Lettera alla ministra Madia sul problema degli organici nelle Pa del territorio bresciano

In occasione della visita a Castenedolo della ministra della Pa Marianna Madia, Cgil Cisl e Uil di Brescia, insieme alle categorie della funzione pubblica, hanno consegnato una lettera sulle carenze d'organico e le criticità nelle amministrazioni pubbliche locali
Brescia, 12 maggio 2016
 
Al Ministro
Marianna Madia
 
 
 
Signor Ministro,
ci permettiamo di approfittare della sua presenza a Brescia per sottoporre, anche a lei, il problema degli organici della Pubblica Amministrazione in questo territorio.
 
Le amministrazioni pubbliche della Città e della Provincia di Brescia da sempre risentono di una sottostima nella previsione stessa delle dotazioni organiche: i fabbisogni non tengono in alcun conto della reale dimensione del territorio, del numero degli abitanti, dello sviluppo delle attività produttive e del numero di imprese e di lavoratori, tra cui la presenza preziosa e laboriosa di cittadini immigrati che sono costretti a rivolgersi alla Pubblica Amministrazione per l'adempimento degli obblighi di legge. Ne consegue un sottodimensionamento reale della capacità di risposta alle istanze della cittadinanza da parte della Pubblica Amministrazione.
 
Questo situazione già difficile è ulteriormente aggravata da provvedimenti legislativi che indistintamente, senza riconoscere le diverse specificità territoriali ed amministrative, ridimensionano le dotazioni organiche del personale.
 
Già oggi la situazione generale della PA a Brescia presenta carenze così gravi  da portare in molti casi alla compromissione dell'erogazione dei servizi pubblici ai cittadini con conseguenze che pensiamo possano essere disastrose:
 
  • gli uffici giudiziari (quella di Brescia è la seconda Corte d'Appello in Lombardia) sono al collasso;
  • non meno drammatica, in una provincia che tragicamente detiene il primato degli infortuni sul lavoro, è la situazione degli uffici preposti alla sicurezza e alla salute dei lavoratori; manca personale nei servizi per le politiche del lavoro (SPL) e per le ispezioni del lavoro;
  • le carenze di organico dell'Inps hanno costretto l'istituto ad inviare le pratiche ad altri uffici provinciali;
  • mancano risorse per il controllo e la prevenzione dell'inquinamento e dei danni ambientali;
  • il taglio delle competenze della Provincia ha penalizzato la tutela ambientale, la vigilanza ittico-venatoria, il centro non vedenti, la formazione professionale e altri servizi utili alla cittadinanza
  • la sanità bresciana, che da sempre esprime qualità ed eccellenza, è messa a dura prova da tagli lineari per revisioni di spesa che mettono a rischio la risposta al bisogno di salute.
 
 
A tutto ciò si aggiunge il ridisegno delle Funzioni Centrali: preoccupa il nuovo ruolo che dalla riforma della PA che porta il Suo nome viene affidato alle Prefetture, già al limite in quanto a personale. Non pensiamo possibile una riforma senza un investimento in persone e mezzi per attuarla, come pure non si può pensare ad una vera riforma della Pubblica Amministrazione che non tenga conto delle specificità e dei contesti territoriali e della necessità per la sua attuazione del confronto serrato e sereno con chi ha la conoscenza del territorio e dei suoi bisogni.
 
La nostra non è solo un'altra mobilitazione per il pubblico impiego. La nostra è una proposta che parte dal basso, dove le amministrazioni pubbliche incontrano la realtà quotidiana delle comunità e si confrontano con l'evolvere dei bisogni delle persone. È da lì che si deve iniziare per disegnare nuovi modelli organizzativi, valorizzare le competenze, valutare il lavoro degli enti in base a criteri e obiettivi condivisi, ridistribuire a lavoratori e cittadini i frutti dell'impegno costante a migliorare.
Attraverso una mobilitazione sul territorio, allargando gli spazi della partecipazione, vogliamo sia riconosciuto un diritto delle lavoratrici e dei lavoratori e garantire servizi migliori ai cittadini e alle imprese, contro i vecchi schemi organizzativi e gerarchici. Retribuzioni dignitose e adeguate, più qualità di vita, di salute, più sicurezza e benessere sui posti di lavoro per la crescita delle persone e del paese.
Vogliamo una contrattazione più forte anche a livello decentrato, dove occorre confrontarsi sugli aspetti specifici dell'organizzazione del lavoro, per razionalizzare la macchina amministrativa, recuperare la spesa improduttiva e trovare risorse da investire in qualità dei servizi pubblici, che vuol dire sanità, previdenza, assistenza, prevenzione, sicurezza, servizi all'occupazione e allo sviluppo...
 Ecco perché incalzeremo governo e politica locale con un'azione capillare e un'idea chiara: contratto subito.
 
La ringraziamo sin d'ora per quanto riuscirà ad operare per riportare l'attenzione sulla situazione della Pubblica Amministrazione che nella nostra Provincia necessita davvero di un forte intervento che anticipi l'apertura di criticità oggi già evidenti ma che con il loro aggravarsi porterebbero a problematiche sempre più difficilmente risolvibili.
 
 
Cordiali saluti.
 
 
 
 
CGIL Funzione Pubblica                   Cisl Fp                Uil Fpl               Uil P.A.
    Donatella Cagno                    Franco Berardi       Andrea Riccò   Matilde Scazzero
 
                        CGIL                           CISL                                UIL
            Damiano Galletti        Francesco Diomaiuta            Maio Bailo
tiziana.altea | 12 maggio 2016, 21:50
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